Banca d’Italia Rapporto n. 18 – L’economia della Calabria

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Gli andamenti macroeconomici

Nel 2024 l’economia calabrese è cresciuta debolmente, rallentando rispetto all’anno precedente. Sulla base dell’indicatore ITER della Banca d’Italia, il prodotto sarebbe aumentato dello 0,8 per cento (1,3 nel 2023), un dato in linea con quello osservato nel resto del Paese. L’attività economica ha continuato a risentire della debolezza dei consumi, che hanno beneficiato solo in parte della riduzione dell’inflazione; è rimasto positivo il contributo degli investimenti, soprattutto di quelli pubblici. L’evoluzione nei prossimi mesi potrebbe risentire dell’incertezza derivante dal contesto geopolitico instabile e dalle crescenti tensioni commerciali internazionali.

Le imprese

Nel terziario la crescita è proseguita in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Anche nelle costruzioni l’espansione ha perso intensità, a causa del ridimensionamento delle agevolazioni fiscali connesse con gli interventi di ristrutturazione edilizia; l’attività del settore ha tratto ancora beneficio dalla prosecuzione dei lavori relativi alle opere pubbliche. La produzione nell’industria regionale si è stabilizzata, dopo il calo del biennio precedente. In presenza di un favorevole quadro di misure di sostegno pubblico, sia nazionale che locale, l’attività di investimento è rimasta stabile nell’industria, mentre è aumentata nei servizi; rimane molto contenuta la spesa in ricerca e sviluppo e quella rivolta all’utilizzo delle tecnologie avanzate e dell’intelligenza artificiale.

Il rallentamento congiunturale ha inciso sulla redditività aziendale, che aveva registrato una crescita nell’anno precedente. La liquidità è rimasta elevata nel confronto storico, con una netta prevalenza dei depositi in conto corrente rispetto alle altre forme di impiego. In un contesto di tassi di interesse in calo, la dinamica dei prestiti è stata debole, in particolare per le imprese piccole, per effetto di una domanda ancora contenuta e di politiche di offerta improntate alla prudenza.

Il mercato del lavoro e le famiglie

Nel 2024 l’occupazione in regione è cresciuta debolmente, con una dinamica meno favorevole rispetto al Mezzogiorno e all’Italia. Il lavoro autonomo è diminuito mentre quello alle dipendenze ha continuato ad aumentare, ancora sospinto dalle posizioni a tempo indeterminato. L’occupazione giovanile, strutturalmente bassa, si è ridotta rispetto al 2023. Dopo l’aumento registrato nell’anno precedente, anche la partecipazione al mercato del lavoro è diminuita, con una popolazione di inattivi caratterizzata – più che nel resto del Paese – da un basso livello di istruzione e da un’età mediamente elevata.

Il reddito nominale delle famiglie calabresi è cresciuto, beneficiando dell’aumento delle retribuzioni nominali e del miglioramento dei livelli occupazionali. È tornato a crescere anche in termini reali, favorito dal rallentamento dei prezzi. La perdita di potere d’acquisto accumulata nel biennio 2022-23 non risulterebbe però ancora del tutto recuperata. Nonostante l’aumento del reddito disponibile, la dinamica della spesa per beni e servizi è rimasta debole, ancora sostenuta da un ampio ricorso al credito al consumo. Dopo il deciso calo del 2023, la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni è aumentata, favorita anche dalla riduzione dei tassi di interesse.

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Fonte: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2025/2025-0018/index.html